Mercoledì 9 settembre, alle ore 19:30, l’ost west club est ovest ospita la presentazione del libro di Antonio Ferrari, il progetto fotografico Welcome Venice.
L’AUTORE / IL FOTOGRAFO
Antonio Ferrari è un ingegnere navale che ama la fotografia e il rugby. Originario del Sandonatese, ha imparato a fotografare da piccolo usando la reflex analogica che si era comprata la mamma. La foto è stata una passione che ha coltivato soprattutto scattando durante i suoi viaggi. A Barcellona poi ha sperimentato, per la prima volta, lo sviluppo in camera oscura. Una volta tornato a casa, ha continuato fino a quando il digitale ha spazzato via l’analogico. Lui comunque non rimpiange quegli anni. Arrivato per lavoro a Venezia, ha deciso di viverci. Ora dice che per lui e la compagna è stata la scelta migliore che potevano fare.
Vive a Cannaregio non lontano dal Giorgione. Racconta che la cosa migliore di vivere a Venezia è data dalla socialità dei veneziani. «Quando fai un po‘ di conoscenze, poi ti senti a casa. Io provengo da un piccolo centro del Sandonatese, dove è facile sentirsi comunità. E lo stesso clima l’ho ritrovato qui.
C’è un’unica profonda differenza: Venezia è una città cosmopolita, quindi i tuoi vicini possono essere veneziani da mille generazioni o l’americana che ha scelto di trasferirsi definitivamente qui. Ci saranno anche problemi tecnici nel vivere in centro storico, ma si dimenticano facilmente grazie ai rapporti sociali che si creano con facilità. Rapporti che ho visto crescere con ancora maggiore facilità dopo l’acqua grande del 2019».
Antonio ama fotografare, ma dice che la cosa più difficile da fotografare è proprio Venezia perché «rischi sempre di scattare la banalità». Welcome Venice nasce dopo 4 personali di un ciclo che lui chiama Ri-e-voluzioni, progetti di fotografia sociale che parlano di Ddl Zan, di Diabete di tipo 1, di una rivoluzione in armenia e della paura della guerra in ucraina.
IL LIBRO
ANTONIO FERRARI
“Venezia è una città bella ma difficile.” “Venezia è cara.” “A Venezia non ci vivrei.” Venezia rischia di essere schiacciata dagli stereotipi. Orde di turisti si avventano sul suo corpo fatto di campi, calli, ponti e canali, impreparati alla sua bellezza, troppo di fretta per scoprirne il cuore e l’essenza. Gli scatti in bianco e nero di Antonio Ferrari esplorano un lato inusuale della “Serenissima”. Le immagini si concentrano sull’architettura contemporanea rispetto alla Venezia più iconica. “Non ci si propone”, racconta il fotografo, “di documentare ogni edificio costruito dopo gli anni ’50, ma di sfidare la nostra percezione della città, stimolando una riflessione sui suoi problemi attuali”.
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