Literarisch geht es am Freitag, den 9. Oktober um 19:30 Uhr in der Buchhandlung Alte Mühle weiter. Vorgestellt werden der Gedichtband „cësa da lat dijes tu/milchhaus sagst du“ von Nadia Rungger (Limbus Verlag) sowie der Roman „I padri si saltano“ von Stefano Zangrando (arkadia editore).

DIE AUTORIN: Nadia Rungger
Nadia Rungger, geboren 1998 in Brixen/Südtirol, debütierte 2020 mit dem Erzähl- und Gedichtband Das Blatt mit den Lösungen. Sie ist vielsprachig aufgewachsen und studierte Germanistik und Angewandte Linguistik in Graz und Brixen. Ihre Prosa und Lyrik auf Deutsch und Ladinisch wurde mit mehreren internationalen Literaturpreisen und Stipendien ausgezeichnet, u. a. mit dem Literaturpreis Merano Europa 2017, dem Ladinischen Literaturpreis Scribo 2018, dem Jurypreis Irseer Pegasus 2024 und dem Lichtungen-Lyrik-Stipendium des Landes Steiermark 2024. Die Uraufführung ihres Theaterstücks Morvëies/Wunder erfolgte 2024 im Stadttheater Bruneck für das europäische Projekt phōnē. Gedichte von ihr wurden in mehrere Sprachen übersetzt, in Literaturzeitschriften veröffentlicht und bei Ausstellungen präsentiert, zuletzt im Landesmuseum Franzensfeste und im Lanserhaus. www.nadiarungger.com
DAS BUCH: Nadia Rungger, cësa da lat dijes tu / milchhaus sagst du, (Gedichte), Limbus Verlag
Schnee wird über den Zaun geschöpft, Wellen werden aus dem Meer gehoben, ein Haus wackelt und ab und zu tasten wir nach der Welt. Doch was, »wenn sie nicht ist / wo ich vermute«, »sce l ne ie nia iló / ulache l ratove«, und warum zieht es in uns? Die Gedichte legen frei, suchen nach Gründen. Wie erzählt Sprache von dem, was wesentlich ist und weit? Der Alltag wächst über sich hinaus und es kommt zu einer Annäherung, diesmal »als fisch / mit kleinen schritten«, »da pësc / cun de pitli vares«.
In ihrer Lyrik spürt Nadia Rungger unseren Bewegungen nach, fragt nach der Position der Brust, der Augen, nach unserem Blick für uns selbst. Sie spielt mit Klang und Konstellationen, setzt Bilder von einer Sprache in die andere über und spricht sie neu aus, öffnet einen Raum für Begegnung. Die entstehenden Gespräche nehmen sich neuer Gegebenheiten an, bewegen sich an einem Ort zwischen den Sprachen.

L’AUTORE: Stefano Zangrando
Stefano Zangrando è nato a Bolzano nel 1973. È dottore di ricerca in letterature comparate e coordina con Massimo Rizzante e Walter Nardon il Seminario Internazionale sul Romanzo presso l’Università di Trento. Nel 2008 ha ottenuto una borsa di scrittura dell’Accademia delle Arti di Berlino, nel 2009 il riconoscimento per esordienti del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria. Ha collaborato con varie testate giornalistiche e riviste, fra cui Nuova prosa, Alias, il manifesto e Lettera internazionale, e tradotto fra gli altri testi di Ingo Schulze, Peter Handke, Katja Lange-Müller, Peter Kurzeck e Kurt Lanthaler. Come narratore ha pubblicato Bozen underground e tre racconti (2000), Il libro di Egon (2005), Quando si vive (2009). Vive e lavora come insegnante, traduttore e studioso fra Rovereto, Trento e Bolzano.
IL LIBRO: Stefano Zangrando, I padri si saltano, Arcadia editore
Quanto ci portiamo dentro, di chi ci ha preceduto? Diego Verun conduce una vita tranquilla con moglie e figlia in una cittadina del Trentino. Un giorno è contattato via social da un certo Magra Sorte: è il nome d’arte di Eritreo Scheinwindl, ex dj e musicista che Diego aveva incontrato a Berlino anni prima, oggi alloggiato in una barca a vela nel porto di Cagliari. Scheinwindl chiede a Verun di scrivere per lui un’autobiografia da lasciare a chissà chi, perché il suo corpo, dice, si starebbe «dissolvendo». Diego accetta, ma il lavoro, da svolgersi in sessioni online, è più difficile del previsto. Presto diventa un’ossessione, alla quale si accompagnano episodi perturbanti, indizi ambigui di una resa dei conti con le zone d’ombra di entrambi. Prende vita così un thriller letterario a doppia traccia che si rivela via via come un confronto con la Storia, o quell’enorme ingranaggio collettivo in cui non ci sentiamo a casa neppure quando restiamo ai suoi margini.
